Penso che parlare di me e delle mie esperienze di vita sia cosa poco interessante per chi dovesse passare in questo blog, ma, se proprio dovessi farlo, mi soffermerei sul mio girovagare incessante, attraverso il quale ho potuto esercitare, affinandola, la mia naturale propensione alla ricerca, alla curiosità, alla voglia di conoscere e di capire. Al desiderio, soprattutto, di avvicinarmi al passato, così come al presente, cercando sempre di interpretarlo e di raccontarlo. Ecco, io odio le definizioni e rifuggo dalle etichette, ma, se proprio dovessi definirmi dovessi cercare di appiccicarmi un’etichetta, direi proprio che io sono un viaggiatore. E nella memoria della nostra vita di viaggiatori incessanti si trovano luoghi che vi rimangono impressi più di altri e che, più di altri, hanno la capacità di farci comprendere il senso dei nostri cambiamenti, quasi fossero specchi fedeli dei nostri occhi che si chiudono sul tempo che passa. I luoghi che esistono nella nostra memoria possono essere pochi o tanti, ma solo alcuni, più di altri, hanno la capacità, quasi catartica e trascendente, di raccontarci l’incanto di una storia sempre uguale, ma nel contempo, sempre così diversa. E in alcuni di questi luoghi, nei quali non capita mai di sentirsi stranieri, non ci si stancherebbe mai di tornare. Ma qual è il luogo della nostra memoria, quel luogo nel quale riusciamo sempre a sentirci come a casa, pur essendone tuttavia lontanissimi? Questo piccolo e oscuro blog vuole essere un po’ come un viaggio e in questo viaggio io vorrei trovare degli amici desiderosi di accompagnarmi alla scoperta di un’Italia diversa, “sentita” come luogo della memoria, andando alla scoperta dei tanti possibili luoghi della memoria che l’Italia sa donare. E non certo al “turista per caso”, ma a tutte quelle persone capaci di progettare, di iniziare e di concludere un viaggio senza far prevalere le ragioni dell’evasione su quelle della ricerca.
Ciò che io desidero proporre a chi vorrà accompagnarmi è un modo nuovo, sicuramente meno convenzionale, ma più problematico e certo anche più intrigante, prima di interiorizzare e poi di vivere le promesse e le emozioni di un viaggio, considerato, appunto, nella dimensione non dell’evasione, ma in quello della ricerca. In “Sardegna come un'infanzia”, E. Vittorini esordisce proprio con l’esplicitazione del desiderio di un certo modo non propriamente convenzionale di viaggiare e di conoscere: "Ma quanto desiderio d’avere cose! Non soltanto mare o soltanto sole e non soltanto una donna e il cuore di lei sotto le labbra. Terre anche, isole!" Non soltanto mare o soltanto sole, diceva Vittorini e si riferiva certamente a qualcosa di più profondo, che non può non dare un senso e un’anima al viaggio che abbiamo scelto di fare. E in questo mio e, mi auguro, anche vostro viaggio in un’Italia diversa io vorrei che ci accompagnassimo con quella “leggerezza” che sola può rappresentare un antidoto alla terribile seriosità con cui spesso si affronta la vita. Con quella leggerezza alla quale tanto frequentemente non riusciamo a dare importanza, non essendo capaci di comprendere quanto sia importante, per noi e per tutti, vivere con leggerezza. Forse ne abbiamo smarrito il segreto o forse non lo abbiamo mai posseduto, ma, se ci riflettessimo, riusciremmo facilmente a renderci conto di quanto la leggerezza sia necessaria e indispensabile per ritrovare una giusta armonia con noi stessi e con gli altri, rendendo così meno gravosi i tanti pesi che ci vengono imposti dalla quotidianità, sempre più vuota di valori, sempre più frenetica e alienata. Ancora una volta capaci di aprire nuovamente il cuore alla curiosità e allo stupore, capaci di cogliere pienamente quanto di buono e di bello ci viene offerto dalla vita.
Passeggiando per i giardini della memoria è facile scoprire che i nostri ricordi sono spesso associati ai nostri sensi, e questo nostro viaggio vuole anche essere un viaggio attraverso le regioni della nostra memoria sensuale, laddove i confini tra la storia e il desiderio di appropriarsi di immagini e di suoni, di profumi e di sapori, sono talmente labili da confondersi, compenetrandosi totalmente. Un viaggio attraverso questa Italia, così memore del proprio passato, ma anche così modernamente proiettata verso il futuro, e nella quale un occhio attento e un animo innamorato dell’ambiente e della sua storia non possono non vedere il luogo incantato dalle mille meraviglie, crocevia di oriente ed occidente. Questa Italia saprà inebriare i nostri sensi con i profumi di una cucina semplice ed antica, saprà incantarci con la bellezza dei suoi monumenti mirabili, con la ricchezza dei suoi imponenti e incommensurabili giacimenti culturali, saprà accarezzarci con il suo vento caldo avvolgendoci in un leggero turbinio di sabbia dorata, saprà stordire i nostri occhi con l’azzurro intenso del suo cielo e del suo mare riflessi sul bianco candore di alte e di lunghe dune, ma anche con il candore immacolato delle sue montagne innevate, con il verde smeraldo delle sue vallate e delle sue foreste, saprà guidare i nostri passi attraverso stretti sentieri alla scoperta delle rovine di grandi civiltà scomparse, verso silenziosi monumenti di archeologia mineraria, orgogliosamente aggrappati al territorio, memori di una fatica e di una sofferenza senza tempo, saprà farci precipitare dall’alto delle sue montagne in una corsa senza respiro attraverso verdi foreste, interminabili gole e giù lungo pareti vertiginose fino ad aprirci la porta del suo mare che gelosamente custodisce piccole spiagge incantate. E questo viaggio sarà certamente un meraviglioso viaggio per tutti.
Ciò che io desidero proporre a chi vorrà accompagnarmi è un modo nuovo, sicuramente meno convenzionale, ma più problematico e certo anche più intrigante, prima di interiorizzare e poi di vivere le promesse e le emozioni di un viaggio, considerato, appunto, nella dimensione non dell’evasione, ma in quello della ricerca. In “Sardegna come un'infanzia”, E. Vittorini esordisce proprio con l’esplicitazione del desiderio di un certo modo non propriamente convenzionale di viaggiare e di conoscere: "Ma quanto desiderio d’avere cose! Non soltanto mare o soltanto sole e non soltanto una donna e il cuore di lei sotto le labbra. Terre anche, isole!" Non soltanto mare o soltanto sole, diceva Vittorini e si riferiva certamente a qualcosa di più profondo, che non può non dare un senso e un’anima al viaggio che abbiamo scelto di fare. E in questo mio e, mi auguro, anche vostro viaggio in un’Italia diversa io vorrei che ci accompagnassimo con quella “leggerezza” che sola può rappresentare un antidoto alla terribile seriosità con cui spesso si affronta la vita. Con quella leggerezza alla quale tanto frequentemente non riusciamo a dare importanza, non essendo capaci di comprendere quanto sia importante, per noi e per tutti, vivere con leggerezza. Forse ne abbiamo smarrito il segreto o forse non lo abbiamo mai posseduto, ma, se ci riflettessimo, riusciremmo facilmente a renderci conto di quanto la leggerezza sia necessaria e indispensabile per ritrovare una giusta armonia con noi stessi e con gli altri, rendendo così meno gravosi i tanti pesi che ci vengono imposti dalla quotidianità, sempre più vuota di valori, sempre più frenetica e alienata. Ancora una volta capaci di aprire nuovamente il cuore alla curiosità e allo stupore, capaci di cogliere pienamente quanto di buono e di bello ci viene offerto dalla vita.
Passeggiando per i giardini della memoria è facile scoprire che i nostri ricordi sono spesso associati ai nostri sensi, e questo nostro viaggio vuole anche essere un viaggio attraverso le regioni della nostra memoria sensuale, laddove i confini tra la storia e il desiderio di appropriarsi di immagini e di suoni, di profumi e di sapori, sono talmente labili da confondersi, compenetrandosi totalmente. Un viaggio attraverso questa Italia, così memore del proprio passato, ma anche così modernamente proiettata verso il futuro, e nella quale un occhio attento e un animo innamorato dell’ambiente e della sua storia non possono non vedere il luogo incantato dalle mille meraviglie, crocevia di oriente ed occidente. Questa Italia saprà inebriare i nostri sensi con i profumi di una cucina semplice ed antica, saprà incantarci con la bellezza dei suoi monumenti mirabili, con la ricchezza dei suoi imponenti e incommensurabili giacimenti culturali, saprà accarezzarci con il suo vento caldo avvolgendoci in un leggero turbinio di sabbia dorata, saprà stordire i nostri occhi con l’azzurro intenso del suo cielo e del suo mare riflessi sul bianco candore di alte e di lunghe dune, ma anche con il candore immacolato delle sue montagne innevate, con il verde smeraldo delle sue vallate e delle sue foreste, saprà guidare i nostri passi attraverso stretti sentieri alla scoperta delle rovine di grandi civiltà scomparse, verso silenziosi monumenti di archeologia mineraria, orgogliosamente aggrappati al territorio, memori di una fatica e di una sofferenza senza tempo, saprà farci precipitare dall’alto delle sue montagne in una corsa senza respiro attraverso verdi foreste, interminabili gole e giù lungo pareti vertiginose fino ad aprirci la porta del suo mare che gelosamente custodisce piccole spiagge incantate. E questo viaggio sarà certamente un meraviglioso viaggio per tutti.
